Corsi di formazione

Corsi di formazione per aspiranti Guardie Zoofile

Il N.O.P.A. organizza periodicamente corsi di formazione per aspiranti Guardie Zoofile volontarie nelle province di TORINO e SAVONA.

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Potrai partecipare alle iniziative sociali e frequentare i corsi di formazione per Aspiranti Guardie Faunistico Ambientali.

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Vigilanza Ambientale

Aperte le iscrizioni al corso per aspiranti Guardie Zoofile Pro Natura

Il nuovo corso per aspiranti Guardie Zoofile Pro Natura organizzato dal N.O.P.A., in collaborazione con l’organizzazione A.D.I.P. – Associazione Docenti e Istruttori Professionisti, si terrà a Torino e avrà inizio il prossimo mese di Gennaio.

Programma e specifiche del corso:


Materie trattate:

  • Le Guardie Zoofile volontarie – Caratteristiche, funzioni e competenze
  • Polizia Amministrativa
  • Polizia Giudiziaria
  • Procedura penale
  • Vigilanza Zoofila
  • Vigilanza Venatoria
  • Diritto delle armi
  • Armi da caccia e da difesa
  • Primo soccorso animali da affezione

Durata:

  • 42 ore distribuite in n. 11 lezioni della durata di 2 ore (giorni feriali dalle ore 21.00 alle ore 23.00) e n. 5 lezioni della durata di 4 ore (Sabato mattina).

Contributo di partecipazione:

  • € 50,00

Requisiti richiesti:

  • Per partecipare al corso per aspiranti Guardie Zoofile volontarie é sufficiente avere la maggiore età ed essere iscritti all’organizzazione N.O.P.A. Non sono richiesti particolari requisiti personali. I requisiti personali verranno considerati a seguito del superamento del corso ed in particolare al momento della valutazione di idoneità dell’aspirante Guardia all’ottenimento del titolo di Guardia Zoofila N.O.P.A. Pro Natura.

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L’aumento esponenziale del bracconaggio e della caccia illegale sta causando gravi e complesse ripercussioni non solo nel degrado della biodiversità ma anche nelle popolazioni locali.

Occorrono riforme giuridiche ed organizzative ed una maggiore vigilanza

Soluzioni innovative per risolvere la crisi della carne selvatica
Il nuovo rapporto “Livelihood Alternatives for the Unsustainable Use of Bushmeat – Technical Series No 60″ pubblicato dall’Unep, Convention on biological diversity (Cbd) e Traffic con il sostegno finanziario dell’Ue dice che è possibile risolvere la crisi della cattura di fauna selvatica se i governi combinano nuovi modelli gestionali, anche su base comunitaria, game-ranching e turismo venatorio, con nuovi meccanismi di monitoraggio e di applicazione delle leggi.
Secondo il rapporto redatto dal Bushmeat liaison group della Cbd «E’ arrivato il momento in cui l’eccessivo sfruttamento di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi selvatici è sempre più una minaccia per la sicurezza alimentare ed i mezzi di sussistenza in molti Paesi tropicali e subtropicali ed è una delle principali cause di perdita di biodiversità».
II commercio interno e internazionale, spesso illegale, di carne e in altre parti di animali selvatici (“bushmeat”, cioè la cacciagione”) sta crescendo in maniera significativa e sta sostituendo la caccia legittima caccia di sussistenza. Insieme alla crescita dei consumi di carne, all’aumento della povertà nelle zone rurali e urbane, aumentano anche l’assenza di alternative di sostentamento attraverso la caccia alla selvaggina e il traffioco ed il commercio sono fattori sempre più importanti che contribuiscono ai livelli insostenibili di cattura di selvaggine.
Secondo il direttore esecutivo di Traffic, Steven Broad, «Con l’utilizzo sostenibile delle risorse selvatiche è possibile garantire il benessere umano e la sopravvivenza a lungo termine delle specie animali bersaglio per il consumo da parte di milioni di persone in tutto il mondo Questo studio trova il nesso tra conservazione e sviluppo, biodiversità e sostentamento umano».
I risultati dello studio sono il frutto del meeting tenutosi a a Nairobi dal 7 al 10 ed al quale hanno partecipato 55 esperti di 43 governi e di agenzie dell’Onu, organizzazioni internazionali e nazionali, e indigene e locali, organizzazioni comunitarie, che ha incontrato a Nairobi 7-10 giugno 2011. I partecipanti al meeting kenyano hanno riconosciuto che gli approcci classici e gli sforzi internazionali non stanno invertendo la tendenza in crescita della cattura insostenibile di cacciagione ed hanno adottato una serie di raccomandazioni rivolte alla comunità internazionale e ai governi nazionali interessati ed agli stakeholders:
Implementare la gestione della fauna selvatica da parte della comunità e migliorare altri approcci di gestione della fauna selvatica, come il game-ranching e il turismo venatorio; Aumentare la cattura di “mini-bestiame ‘” (animali selvatici come i topi delle canne allevati in fattorie di piccole dimensioni); Supportare la raccolta sostenibile di prodotti forestali non legnosi, per esempio, attraverso apicoltura.
Il rapporto sottolinea la necessità di chiarire e definire le proprietà fondiarie i i diritti di accesso alle terre, migliorare il controllo della cattura e del commercio di animali selvatici e migliorare l’applicazione delle leggi riguardanti la carne selvatica.
Nel 2008, la Conferenza delle parti della Cbd individuò la caccia insostenibile di animali selvatici, e il suo effetto sulle specie non-target, con me uno dei problemi da affrontare in maniera prioritaria. Nell’ottobre 2009, durante un meeting convocato da Fao, Center for international forestry research (Cifor) e International council for game and wildlife conservation (Cic). il Liaison Group on Bushmeat tenne la sua prima riunione e successivamente ha sviluppato raccomandazioni nazionali ed internazionali per l’uso sostenibile degli animali selvatici, in base alle informazioni contenute nella “Cbd Technical Series No. 33, Conservation and Use of Wildlife-Based Resources: The Bushmeat Crisis”. La seconda riunione del Gruppo è stata quella di a Nairobi, organizzata insieme al Central Africa bushmeat working group della Cites,
Il segretario esecutivo della Cbd, Ahmed Djoghlaf, ha dichiarato: «Confidiamo che questa pubblicazione incoraggi azioni concrete per fermare il sovrasfruttamento degli animali selvatici e la perdita di biodiversità e mantenere quindi i servizi ecosistemici essenziali e migliorare la qualità della vita per i poveri rurali nei Paesi tropicali e subtropicali».

Fonte: Greenreport http://www.greenreport.it

 

A Settembre un nuovo corso di formazione per aspiranti Guardie Zoofile volontarie

Avranno inizio a Settembre i nuovi corsi di formazione per aspiranti Guardie Zoofile volontarie organizzati dal N.O.P.A. in collaborazione con l’A.D.I.P.

I corsi si terranno a TORINO e SAVONA.

Programma del corso di formazione per aspiranti Guardie Zoofile volontarie

Materie trattate:

  • Le Guardie Zoofile volontarie – Caratteristiche, funzioni e competenze
  • Polizia Amministrativa
  • Polizia Giudiziaria
  • Procedura penale
  • Vigilanza Zoofila
  • Vigilanza Venatoria
  • Diritto delle armi
  • Armi da caccia e da difesa
  • Primo soccorso animali da affezione

Durata: 42 ore distribuite in n. 11 lezioni della durata di 2 ore (giorni feriali dalle ore 21.00 alle ore 23.00) e n. 5 lezioni della durata di 4 ore (Sabato mattina).

Per partecipare al corso per aspiranti Guardie Zoofile volontarie é sufficiente essere iscritti all’organizzazione N.O.P.A. Non sono richiesti particolari requisiti.

Per ulteriori informazioni: www.nopa.it

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